UN APPELLO PER GARANTIRE LA SALUTE DEL PERSONALE SANITARIO

La lettera aperta all’Area Vasta 3 e all’ASUR Marche da parte di Marcello Evangelista RSU Area Vasta 3 e componente della Segreteria regionale UIL-FPL

La Direzione dell’Area Vasta 3 e dell’ASUR Marche ascolti le nostre richieste e assicuri adeguate protezioni individuali a tutti gli operatri della sanità.

Continuare a rischiare la salute degli operatori per avere più persone a lavorare è sbagliato perchè significa aumentare il rischio di contagio prima di tutto fra questi, i loro familiari e il resto della popolazione!

Senza dispositivi di protezione idonei per tutti in quantità necessaria non si può riuscire a combattere bene questa battaglia.

Come se non bastasse la precarietà e l’incertezza con cui si lavora in questa emergenza!

Si è addirittura abolito con Decreto di Legge il diritto alla quarantena per chi è stato impegnato nelle attività assistenziali in assenza di sintomi conclamati.

Tutti comprendiamo bene l’importanza di prenderci cura di chi si occupa di tutti gli altri.

La Direzione in questo ha un preciso obbligo e una grande responsabilità nei confronti di queste persone e nella tutela della loro salute e incolumità.

Purtroppo però tutti i nostri appelli lanciati in tal senso fin dall’inizio di questa terribile crisi sembrano caduti nel vuoto tant’è che le carenze, i ritardi e le negligenze sotto il profilo della sicurezza sono, a nostro avviso, enormi.

Adesso che è finito il tempo dei proclami si naviga un pò tutti a vista, perchè questa emergenza è di gran lunga maggiore e più potente di chi in questi anni ha cercato di camuffare i limiti di un sistema che è stato progressivamente depotenziato e ha marginalizzato gli stessi sindacati.

Soprattutto in questi frangenti invece essi sono il riferimento naturale e costante a cui i lavoratori più esposti si aggrappano.

A combattere la quotidiana battaglia in prima linea, dal 118, al Pronto Soccorso, nelle Rianimazioni, in Utic e nelle Covid area sempre più solo e allo stremo delle forze, è rimasto solo il personale sanitario: medici, infermieri, operatori socio sanitari, autisti, e tanti altri operatori di supporto che in silenzio hanno continuato in questo crescente marasma a presentarsi a lavoro.

Tutti con le proprie paure e ansie da lasciare ogni volta fuori dalla porta dei nostri ospedali ormai ridotti a lazzaretto.

Sono pronti a curare, assistere e sostenere chi chiede aiuto perchè sta male ed ha paura di non farcela.

Sono stati lasciati da soli nelle prime fasi concitate, quasi allo sbaraglio, improvvisando percorsi sicuri e approntando procedure ancora poco chiare o inesistenti.

Lasciati soli ancora oggi perchè sprovvisti di adeguate tutele!

E dire che nei giorni scorsi ci hanno voluto convincere che si trattasse di una normale influenza!

Addirittura hanno vietato di indossare una semplice mascherina e minacciato provvedimenti disciplinari nei confronti di chi non avesse rispettato il divieto.

Quando qualcuno ha manifestato i propri dubbi sulle scarse misure di protezione che si stavano adottando per prevenire il contagio è stato invitato, anche con poco garbo, a stare tranqillo pensando a svolgere il proprio lavoro.

Da noi il coronavirus lo avremmo visto passare, dicevano, e a proteggere la salute del personale ci avrebbe pensato chi di dovere.

Per tutta risposta adesso la situazione attuale è la seguene: tutti a doverci misurare con i ritardi e le inefficienze di un sistema che si è fatto cogliere impreparato e sprovvisto dei necessari mezzi.

Ma il prezzo più alto lo paga ogni giorno chi è chiamato a stare in prima linea.

Lo pagano coloro che che stanno sopportando da giorni turni massacranti, chiusi dentro quelle protezioni a volte per 10 interminabili ore fino a senirsi quasi soffocare e senza poter neanche andare in bagno per tutto il tempo.

Le criticità aumentano per tutti ogni giorno che passa ma le risposte tanto attese tardano ad arrivare .

Per chi lavora in ospedale, come per chi sta sul territorio in ADI, o per chi continua a lavorare al Front Office senza che invece venga implementato il lavoro agile previsto con apposito Decreto Legge, ogni giorno tutto è una dura conquista.

Abbiamo chiamato eroi per caso quei colleghi.
Anch’io stesso sarei uno di loro!

Noi però non ci sentiamo nè eroi nè persone speciali.

Siamo solo dei professionisti che cercano di fare con passione e dedizione, sempre al meglio, quello che fanno, fieri del proprio lavoro.

Ora però la Direzione ci ascolti e si faccia carico di garantire la nostra sicurezza!

Non ci importa come veniamo chiamati, non ci importa dei ringraziamenti, nè ci serve la compassione per quello che stiamo facendo ma nemmeno ci può bastare una pacca sulle spalle per tornare a casa la sera nelle nostre case, dai nostri cari.

Ci serve concretezza da parte della Direzione di Area Vasta e dell’Asur e ci servono risposte certe adesso! Non c’è più tempo!

Servono le protezioni adeguate, perchè se non ci sono per tutti o sono inadeguate non ci permettono di lavorare in sicurezza.

Chiediamo di poterle indossare tutti, sempre, in ogni turno, limitando così al massimo il rischio di contagio.

Chiediamo di avere la possiilità di verificare il nostro stato di salute come tutti perchè è necessario poter fare un tampone per escludere il contagio laddove avessimo stretti contatti con casi risultati positivi al Covid-19 e in quel caso poter osservare anche noi la quarantena.

Occorre assumere altro personale che ci aiuti, ci dia il cambio nei momenti più intensi o qualora fossimo costretti noi stessi a restare a casa.

Occorre soprattutto che i sindacati ,che rappresentano i bisogni di chi è sul posto di lavoro, vengano ascoltati di più e tenuti al corrente affinchè nessun operatore sanitario venga più lasciato solo a fronteggiare gli imprevisti di questa dura battaglia.