CASSA INTEGRAZIONE: RITARDI INACCETTABILI

Uil Artigianato: “L’artigianato è il cuore pulsante dell’economia del nostro paese”

“Siamo tutti, Sindacati ma anche Associazioni datoriali dell’Artigianato, a livello nazionale o in qualsiasi contesto regionale e, ancora di più, nei territori, molto preoccupati per i ritardi che si vanno ad accumulare ogniqualvolta il Fondo deve ricevere dal Ministero del Lavoro le risorse economiche per corrispondere la cassa integrazione alle lavoratrici ed ai lavoratori sospesi dal lavoro a causa del Covid.” Così il Coordinamento dei lavoratori artigiani della UIL che riflette sulla operatività del Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato, FSBA, unico soggetto deputato per legge ad erogare gli ammortizzatori sociali nel Comparto. “Questa volta, poi, siamo all’esagerazione: i lavoratori hanno finora riscosso la prestazione spettante per le sospensioni dal lavoro di febbraio, marzo e aprile; per maggio soltanto alcuni hanno ricevuto qualche soldo; gli accordi sono stati a suo tempo sottoscritti – con tanto impegno anche dei delegati di bacino -, le domande sono state presentate e completate di ogni dato anche per i mesi di giugno e luglio; le pratiche sono pronte da tempo. Tranne che, dopo aver, FSBA, anticipato 260 milioni delle proprie risorse accumulate negli anni (delle quali sarà necessario rientrare in possesso per poter ricominciare a svolgere l’ordinaria attività), speso gli 825 milioni ricevuti dai Ministeri, al Fondo mancano 417 milioni per poter procedere ai pagamenti e completare l’operazione per le prime 18 settimane fruibili dall’inizio della pandemia e fino al 12 luglio (dal 13 è possibile accedere alla cassa integrazione per altre 9 + 9 settimane, entro la fine dell’anno).”
Il Coordinamento della UIL continua con il riassunto delle puntate precedenti continua: “Questi soldi, poi, sono stati stanziati. Con l’ultimo Decreto sul Covid, proprio alla vigilia di Ferragosto, 500 milioni sono stati destinati al Fondo artigiani e a quello dei lavoratori somministrati. Allora via con la rendicontazione analitica del fabbisogno, sotto con la predisposizione del decreto a firma dei due Ministri (Lavoro ed Economia), poi ci sarà un passaggio in Corte dei Conti. E, a seguire, altri provvedimenti per l’effettiva messa a disposizione delle risorse economiche. Con la burocrazia ministeriale che tutto vede e a tutto provvede, percorrendo persino la strada di una destinazione virtuale del mezzo miliardo che riuscirà nell’impresa: per i somministrati i soldi attribuiti sono molti più di quanti ne servono, agli artigiani non basteranno. E di nuovo si dovrà cercare una strada per pagare il dovuto a tutti i dipendenti artigiani che in quelle settimane non hanno lavorato. Il Sindacato, intuendo la mal parata, già negli scorsi giorni ha scritto sollecitando flessibilità nell’utilizzo delle risorse e, soprattutto, celerità.”
La UIL Artigianato accusa: “È proprio la velocità che manca. E la sensibilità e l’attenzione ai bisogni delle persone. Perché è intollerabile che lavoratrici e lavoratori sospesi dal lavoro a maggio, e siamo a settembre, non abbiano visto il sostegno economico che pure il Governo si è impegnato ad assicurare a tutti. Come se fosse in atto una qualche azione per screditare la capacità della bilateralità ad occuparsi dei bisogni dei lavoratori e, nella fattispecie, a sostenerne il reddito. Bilateralità artigiana che, invece, in questi anni ha ben operato assicurando sostegno alle imprese e prestazioni ai lavoratori, garantendo una sanità integrativa di avanguardia e mettendo a disposizione uno strumento funzionale alla formazione come Fondartigianato.”
Quella, dell’erogazione della cassa integrazione nel settore artigiano, è, peraltro, una operazione gigantesca realizzata da FSBA e dalla rete regionale della bilateralità: 212.277 aziende che hanno presentato domanda, quasi 800.000 lavoratori messi in protezione. Somma spesa finora, per Covid, 1.082.512.742. Mancano all’appello, per l’appunto, altri 400 e rotti milioni. “E, finché non arrivano materialmente sul conto corrente di FSBA, a poco serve che il Fondo sia pronto, che le procedure siano complete, che gli enti regionali abbiano anch’essi il dito sul bottone… i lavoratori non possono che attendere.”
L’esasperazione monta, il disagio cresce, la voglia di mobilitazione nei territori sta ripartendo. “Chiunque ha a cuore l’artigianato e in considerazione i suoi protagonisti, imprenditori o dipendenti che siano, sta da quella parte. E, proprio i sindacalisti della UIL che più da vicino si occupano dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dell’artigianato, sono impegnati a sollecitare le istituzioni locali a rappresentare a Roma il disagio crescente, a presidiare i luoghi della partecipazione negli Enti bilaterali regionali, ad informare gli iscritti ed i lavoratori dello stato dell’arte, ad organizzare ogni forma di lotta e di pressione per vedere realizzato il diritto alla cassa integrazione (come per tutti gli altri lavoratori, uguale a quella degli altri, con gli stessi tempi!).”