SPESE TRACCIABILI PER IL 730: RIMBORSI FISCALI PIU’ A RISCHIO PER GLI ANZIANI La UIL Pensionati Marche auspica una deroga per non discriminare i più fragili

A campagna fiscale appena avviata c’è una certezza ormai evidente: la norma che ha introdotto la tracciabilità di alcune spese ai fini della detrazione non è conosciuta da molti contribuenti per i quali non sarà possibile ottenerne il rimborso fiscale.

“La situazione è ancora più critica per i nostri anziani – sottolinea Marina Marozzi, Segretaria Generale UIL Pensionati Marche – considerato che molti di loro non hanno dimestichezza con gli strumenti elettronici di pagamento e l’utilizzo del contante è ancora ampiamente diffuso. Un fenomeno riscontrato in tutti gli uffici Caf-Uil del territorio regionale. La norma era stata introdotta lo scorso con la Legge di Bilancio 2020 e in questo periodo – continua Marina Marozzi – abbiamo cercato di informare i pensionati quanto più possibile, indicando non solo di pagare con strumenti tracciabili ma anche di conservare insieme alla ricevuta relativa alla spesa sostenuta anche quella del pagamento effettuato con carta di credito, bancomat, bonifici bancari o postali e assegni”.

Tra le spese non detraibili in assenza di un documento che ne attesti il pagamento tacciabile ce ne sono diverse che riguardano molto da vicino gli anziani, come le spese mediche sostenute presso strutture private, l’assistenza per la non autosufficienza, oltre all’affitto per l’abitazione principale, l’assicurazione sulla vita e per gli infortuni, l’abbonamento per il servizio di trasporto pubblico, ma anche le spese funerarie e quelle veterinarie. Restano detraibili anche con pagamento tracciabile quelle per i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie erogate dalle strutture convenzionate.

“Non possiamo certamente fermare l’introduzione della tecnologia nella nostra vita che sappiamo essere a beneficio di tutti – precisa la Segretaria Generale UIL Pensionati Marche – ma dobbiamo evitare che questo processo provochi delle discriminazioni nei confronti delle categorie più fragili. Un esempio è quanto si sta verificando ad oggi per l’abolizione del PIN per l’accesso al sito dell’INPS con l’impossibilità per gran parte dei pensionati di accedere senza lo SPID al proprio cedolino di pensione, al CU e all’ObisM: UILP, SPI e FNP a livello nazionale hanno proposto all’INPS di mettere a disposizione le proprie sedi e il proprio patrimonio organizzativo per aiutare iscritti e pensionati a essere informati sulle loro pensioni e sui loro redditi. Ci auguriamo – conclude Marina Marozzi – che l’Inps colga l’occasione di questa nostra disponibilità, così come l’Agenzia delle Entrate si pronunci positivamente per una deroga come richiesto dalla Consulta dei Caf per rinviare al prossimo anno la tracciabilità delle spese di cui abbiamo detto ai fini della detrazione”.