Le misure economiche a sostegno delle famiglie rappresentano un aiuto importante, ma non possono essere considerate sufficienti se non sono accompagnate da una rete di servizi pubblici efficiente, accessibile e diffusa su tutto il territorio. È questo il messaggio che emerge dall’analisi della UIL sul XXV Rapporto annuale INPS dedicato alle politiche familiari, che evidenzia come il Bonus asilo nido e il Bonus nuovi nati costituiscano strumenti utili, ma la loro efficacia dipenda dalla reale disponibilità dei servizi educativi e dalla capacità delle istituzioni di garantire un accesso semplice ed equo ai diritti. Il tema assume una rilevanza ancora maggiore in una regione come la nostra, che continua a fare i conti con il calo delle nascite(nelle Marche nel 2025 si sono registrate 8.219 nascite in diminuzione rispetto al 2024 con 8.252 nati, che sono a sua volta meno dei 8.797 del 2023), l’invecchiamento della popolazione, la necessità di favorire la permanenza delle giovani famiglie sul territorio e le difficoltà che molte giovani coppie incontrano nel conciliare lavoro e responsabilità familiari.
“Le politiche familiari non possono limitarsi all’erogazione di contributi economici – spiega la segretaria generale della Uil Marche, Claudia Mazzucchelli -. I bonus sono importanti, ma senza un’offerta adeguata di asili nido, servizi educativi, sostegno alla conciliazione tra vita e lavoro e una rete territoriale realmente accessibile, rischiano di non raggiungere pienamente il loro obiettivo. Il diritto alla genitorialità non può dipendere dal Comune in cui si vive o dalla disponibilità di un posto in un servizio educativo”. L’analisi evidenzia come il Bonus asilo nido sia strettamente legato alla presenza di strutture disponibili e alla disponibilità di posti nelle strutture educative: dove i servizi sono insufficienti, anche il sostegno economico perde efficacia. Inoltre, proprio le famiglie economicamente più fragili risultano spesso quelle che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso alle prestazioni, a causa di ostacoli informativi, burocratici e organizzativi. In questo contesto, investire nei servizi per la prima infanzia non rappresenta soltanto una misura di welfare, ma una vera politica di sviluppo.
“È necessario – aggiunge la segretaria Mazzucchelli- un deciso cambio di passo nelle politiche regionali a favore delle famiglie; bisogna rafforzare le politiche regionali attraverso l’incremento dei posti disponibili negli asili nido pubblici e convenzionati; una distribuzione più equilibrata dei servizi nelle aree interne e nei piccoli comuni; procedure amministrative più semplici per l’accesso alle prestazioni; un maggiore investimento nelle politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia; una programmazione condivisa tra Regione, Comuni e Governo per garantire livelli essenziali di servizio uniformi. Favorire l’accesso agli asili nido significa sostenere l’occupazione femminile, contrastare il declino demografico e rafforzare la coesione sociale”. Anche il Bonus nuovi nati conferma l’importanza di sostenere le famiglie fin dall’inizio del percorso di genitorialità, ma evidenzia la necessità di inserire le singole misure all’interno di una strategia organica e continuativa, capace di accompagnare i nuclei familiari lungo tutte le fasi della vita e di coordinare prestazioni, servizi e tutele della crescita dei figli.
Il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione deve tradursi nella concreta possibilità, per ogni famiglia, di accedere agli stessi servizi e alle medesime opportunità, indipendentemente dal luogo di residenza. Per questo è indispensabile costruire un sistema di welfare territoriale fondato sull’integrazione tra prestazioni economiche, servizi educativi e politiche del lavoro, affinché il sostegno alla genitorialità diventi un investimento strutturale per il futuro della comunità marchigiana, perché solo così sarà possibile contrastare le disuguaglianze e restituire fiducia alle giovani generazioni. Le Marche non possono affrontare l’inverno demografico limitandosi a sostenere economicamente le famiglie. Servono politiche strutturali che permettano ai giovani di scegliere liberamente di avere figli senza dover rinunciare al lavoro o ai propri progetti di vita. Gli asili nido, i servizi educativi e le politiche di conciliazione sono un investimento sul futuro della nostra regione.