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WELFARE AZIENDALE, UIL MARCHE: “UN INVESTIMENTO SULLA QUALITÀ DEL LAVORO, MA NON PUÒ SOSTITUIRE SALARIO E CONTRATTAZIONE”

Firmato il rinnovo del Protocollo regionale. La UIL Marche: “Ora servono misure concrete e accessibili anche alle piccole e medie imprese”

La UIL Marche ha sottoscritto con convinzione il rinnovo del Protocollo d’intesa regionale sul welfare aziendale, confermando il proprio impegno per la costruzione di un modello di sviluppo capace di coniugare crescita economica, qualità del lavoro, benessere delle persone e competitività del sistema produttivo marchigiano.

«Il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere considerato un elemento accessorio, ma rappresenta uno dei principali fattori di sviluppo economico e sociale del territorio – sottolinea la Claudia Mazzucchelli, segretaria generale UIL Marche –. Valutiamo positivamente la scelta della Regione di dare continuità a un percorso avviato nella precedente legislatura e di confermare un metodo fondato sul confronto tra istituzioni, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali».

Per la UIL, tuttavia, il welfare aziendale non deve in alcun modo diventare un’alternativa alla crescita delle retribuzioni o alla contrattazione collettiva.

«Il welfare non può sostituire il salario, i rinnovi contrattuali e la contrattazione di secondo livello. Deve essere uno strumento integrativo, costituito da servizi e opportunità capaci di migliorare concretamente la vita delle persone e delle loro famiglie».

Tra gli ambiti considerati prioritari figurano il sostegno alla genitorialità, la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, l’assistenza sanitaria integrativa, la formazione, la mobilità sostenibile, la flessibilità organizzativa, la tutela della salute e il benessere psicologico.

Interventi che, secondo la UIL Marche, possono produrre effetti positivi non soltanto sulla qualità della vita, ma anche sull’organizzazione delle imprese, contribuendo a ridurre l’assenteismo, migliorare la produttività e rendere le aziende maggiormente attrattive e capaci di trattenere competenze e professionalità.

La UIL Marche accoglie quindi favorevolmente la previsione di premialità nei bandi regionali per le imprese che adottano piani di welfare, così come le iniziative di accompagnamento alla progettazione degli interventi.

«Il Protocollo rappresenta però un punto di partenza e non un punto di arrivo. Gli impegni assunti dovranno trasformarsi in misure concrete, verificabili e realmente accessibili anche alle piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura del sistema produttivo marchigiano».

Il rischio da evitare è infatti che il welfare aziendale rimanga una prerogativa delle imprese più grandi, escludendo migliaia di lavoratrici e lavoratori occupati nelle aziende di minori dimensioni, che hanno gli stessi bisogni e gli stessi diritti.

Per questa ragione, la UIL Marche considera fondamentale il ruolo della cabina di regia e del confronto permanente tra tutte le parti firmatarie, affinché il Protocollo non resti una semplice dichiarazione di principi, ma diventi uno strumento capace di produrre risultati misurabili e diffusi sull’intero territorio regionale.

«Come UIL Marche continueremo a fare la nostra parte, informando le lavoratrici e i lavoratori, sostenendo la contrattazione di secondo livello, collaborando alla costruzione di piani di welfare realmente rispondenti ai bisogni delle persone e monitorando l’effettiva attuazione degli impegni assunti».

«Il benessere aziendale non si misura esclusivamente attraverso un beneficio economico. Si misura attraverso la qualità delle relazioni, la sicurezza nei luoghi di lavoro, il rispetto della persona, la possibilità di conciliare attività professionale e vita privata e la capacità di non lasciare indietro nessuno. È questa la nostra idea di sviluppo: un’economia che cresce insieme ai diritti, alla dignità del lavoro e alla qualità della vita».

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