Nei due giorni di trattativa tenutisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Electrolux ha
riepilogato e dettagliato con alcune limitate modifiche il piano per ciascun stabilimento italiano.
Electrolux non solo ha ribadito la richiesta al Governo di intervenire su questioni di fondo che
incidono sulla competitività, in particolare di agire in sede europea per la riforma della CBAM, ma
ha aggiunto l’intenzione di superare gli accordi sindacali sulla organizzazione del lavoro che oggi
pongono dei limiti specifici per ciascuna fabbrica alle cadenze delle linee di montaggio, stabilendo
un numero massimo di pezzi ora da montare. Electrolux in pratica dichiara di voler incrementare la
cadenza, a fronte di miglioramenti ergonomici e del rispetto delle saturazioni massime, fino a un
massimo di 140 pezzi ora. Inoltre nelle fabbriche si stabilizzerebbe l’assetto ad un unico turno unico
così detto a giornata.
A fronte di tali pesantissime richieste, Electrolux offre solo modifiche limitate al piano industriale e
conferma la chiusura del sito di Cerreto d’Esi.
Gli esuberi complessivi in Italia passano da 1.719 a 1.450, ma a questi in realtà si devono aggiungere
135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati; inoltre lo stesso organico a tempo
indeterminato da aprile ad agosto è sceso da 4.279 a 4.200 persone, mentre 91 contratti a tempo
determinato sono già scaduti senza rinnovo.
Esprimiamo la nostra decisa contrarietà verso una posizione aziendale che richiederebbe grandi
sacrifici ai lavoratori, enormi sforzi al governo, ma in cambio paradossalmente continuerebbe ad
offrire esuberi e dismissioni. Il famigerato piano industriale di Electrolux dunque non solo non è
stato ritirato, ma anzi è stato in massima parte confermato.
Per questo riteniamo esaurito il confronto per così dire tecnico e chiediamo la riconvocazione
urgente del tavolo con il Ministro e le Regioni interessate, affinché insieme possiamo usare ogni leva
possibile per far cambiare idea alla multinazionale.
Intanto proclamiamo otto ore di sciopero con modalità che saranno precisate e la prosecuzione
dello stato di agitazione.
Esprimiamo la nostra decisa contrarietà verso una posizione aziendale che richiederebbe grandi
sacrifici ai lavoratori, enormi sforzi al governo, ma in cambio paradossalmente continuerebbe ad
offrire esuberi e dismissioni. Il famigerato piano industriale di Electrolux dunque non solo non è
stato ritirato, ma anzi è stato in massima parte confermato.
Per questo riteniamo esaurito il confronto per così dire tecnico e chiediamo la riconvocazione
urgente del tavolo con il Ministro e le Regioni interessate, affinché insieme possiamo usare ogni leva
possibile per far cambiare idea alla multinazionale.
Intanto proclamiamo otto ore di sciopero con modalità che saranno precisate e la prosecuzione
dello stato di agitazione.
Esprimiamo la nostra decisa contrarietà verso una posizione aziendale che richiederebbe grandi
sacrifici ai lavoratori, enormi sforzi al governo, ma in cambio paradossalmente continuerebbe ad
offrire esuberi e dismissioni. Il famigerato piano industriale di Electrolux dunque non solo non è
stato ritirato, ma anzi è stato in massima parte confermato.
Per questo riteniamo esaurito il confronto per così dire tecnico e chiediamo la riconvocazione
urgente del tavolo con il Ministro e le Regioni interessate, affinché insieme possiamo usare ogni leva
possibile per far cambiare idea alla multinazionale.
Intanto proclamiamo otto ore di sciopero con modalità che saranno precisate e la prosecuzione
dello stato di agitazione.
Roma, 4 settembre 2026 Uffici Stampa Fim Fiom Uilm