Firmata l’intesa tra associazioni di proprietari e inquilini: affitti calmierati, trasparenti e sostenibili
Osimo, 28 ottobre 2026 – Dopo dieci anni Osimo ha un nuovo Accordo Territoriale sui canoni concordati. L’intesa è stata firmata alla presenza della sindaca Michela Glorio e prende il posto di quella del 18 agosto 2016, rimasta in proroga per troppi anni.
Il testo aggiorna tabelle e criteri di calcolo degli affitti calmierati, con importi rivisti e una nuova forbice minima-massima. I valori dipendono dalle caratteristiche dell’immobile — anno di costruzione, piano, superficie, stato di conservazione e altro — e risentono anche della rivisitazione dei valori assegnati alle singole zone del territorio comunale in cui si trova l’alloggio.
Un dato spiega bene perché il rinnovo fosse necessario. Nelle Marche, secondo l’Agenzia delle Entrate e come confermano le stesse associazioni, i contratti a canone concordato superano quelli a libero mercato. A Osimo le due tipologie viaggiano invece praticamente sugli stessi numeri. Per le parti firmatarie è il segno che i valori del vecchio accordo si erano ormai allontanati da quelli del mercato e andavano ridefiniti, tanto più che l’intesa era in proroga da anni.
“Dopo dieci anni era indispensabile riportare l’Accordo di Osimo in linea con la realtà del territorio”, dichiara Andrea Catalani, Presidente di UNIAT Marche. “Canoni fermi da troppo tempo non tutelano né gli inquilini né i proprietari: rendono l’affitto concordato poco attrattivo e lasciano fuori dal mercato immobili che potrebbero invece essere messi a disposizione di chi cerca casa e rendono sempre più allettanti gli “Affitti Brevi”.”
L’obiettivo è fare del canone concordato uno strumento concreto per chi cerca casa, per contrastare gli affitti fuori mercato e rimettere in circolo immobili spesso vuoti o gestiti senza trasparenza, favorendo anche il ripopolamento di zone oggi poco abitate. UNIAT Marche, nel percorso di rinnovo degli accordi in provincia di Ancona, ricorda che il canone concordato serve a rendere sostenibile l’affitto dove il mercato libero spinge i prezzi oltre la portata di famiglie e lavoratori, incentivando al tempo stesso legalità e trasparenza.
“Non è più accettabile rassegnarsi al caro affitti e alla logica degli affitti brevi”, aggiunge Catalani. “Le famiglie non arrivano a fine mese e, quando cercano casa, trovano pochi alloggi disponibili e quasi sempre a cifre fuori portata. Questo accordo va nella direzione di un impegno concreto: canoni sostenibili, regole chiare e alloggi che tornino accessibili a chi vive e lavora in città.”
L’accordo guarda con favore anche ai proprietari che ristrutturano e rendono più efficienti i propri immobili. Un alloggio con impianti e prestazioni energetiche migliori può rientrare in fasce di canone più adeguate, mentre l’inquilino ci guadagna in bollette più leggere e minori dispersioni termiche. Le famiglie risparmiano nel tempo e vivono meglio.
“Anche un canone leggermente più alto può avere senso se nasce da un intervento di efficientamento energetico”, spiega il Presidente di UNIAT Marche. “L’inquilino spende notevolmente meno in utenze e vive in una casa più nuova, più confortevole e più sana. Ristrutturare significa migliorare l’immobile, ma significa anche permettere alle famiglie di risparmiare nel tempo.”
L’accordo di Osimo si inserisce nel percorso di aggiornamento dei canoni concordati nella provincia di Ancona, partito da Jesi e Senigallia e destinato a coinvolgere a breve anche Ancona e Fabriano. Per le associazioni il messaggio è chiaro: un accordo aggiornato, condiviso e realmente applicato può essere una risposta concreta al caro-affitti, con più alloggi a canone sostenibile, meno case sfitte, più famiglie insediate e quartieri più vivi.
In questo quadro, come ricordato anche dalla commissione provinciale alla sindaca Glorio, è opportuno gettare le basi per una politica sulla casa, con un Ufficio Casa strutturato, inserito a sistema e in sinergia con gli altri enti.
“Un accordo aggiornato è il primo passo, ma non può restare un atto amministrativo”, conclude Catalani. “Serve un Ufficio Casa che accompagni proprietari e inquilini, verifichi l’applicazione delle tabelle, promuova la mediazione e renda il canone concordato uno strumento realmente utilizzabile. Solo così Osimo potrà trasformare questa intesa in più case disponibili e in più famiglie che riescono a restare nel territorio.”
