Ancona, 27 gennaio 2026 – In occasione della Giornata internazionale della Memoria, UIL Marche – il Sindacato delle Persone – lancia un appello solenne contro l’oblio e il negazionismo. Ottantuno anni fa, esattamente il 27 gennaio 1945, i soldati sovietici abbatterono i cancelli di Auschwitz-Birkenau, rivelando all’umanità l’inferno dell’Olocausto: sei milioni di ebrei e milioni di altre vittime. “Questa data non è un rito commemorativo, ma un monito vivo per la nostra azione quotidiana di tutela dei diritti e della democrazia”, dichiara il sindacato in un messaggio diffuso nelle sedi territoriali, sui social e nelle piazze marchigiane.
Nelle Marche, la Memoria assume un peso storico intimo e lacerante. La regione fu crocevia di deportazioni e snodo per i treni diretti ai campi di concentramento di ebrei e non solo ma soprattutto teatro di eccidi brutali che colpirono civili innocenti, militari e partigiani.
A Montefortino, nel Fermano, il 7 aprile 1944 i nazifascisti massacrarono 30 persone – intere famiglie con donne, bambini e anziani – bruciando case e devastando comunità in rappresaglia ad azioni di sabotaggio. L’eccidio di Capolapiaggia, ad Ancona, vide 16 partigiani e 37 civili, tra cui otto ragazzi minorenni, due anziani e una donna incinta, trucidati dal battaglione “Hettinger” della divisione Brandenburg tedesca. Ad Ascoli Piceno, il campo di concentramento di Servigliano internò centinaia di ebrei e antifascisti dal 5 ottobre 1943: molti furono deportati ad Auschwitz dopo il bombardamento alleato del 3 maggio 1944, simbolo della Shoah marchigiana.
Il pericolo del revisionismo e l’urgenza educativa
Oggi, però, l’ombra del revisionismo storico minaccia questa verità. Forme di negazionismo – online e non solo – minimizzano l’Olocausto e rischiando di sbiadire il significato autentico della Memoria. UIL Marche denuncia con fermezza questi tentativi: “Dimenticare significa tradire i sopravvissuti e aprire le porte a nuove intolleranze, populismi e discriminazioni”.
L’educazione è l’antidoto: trasmettere ai giovani la portata reale di quelle atrocità, dai forni crematori alle fosse comuni marchigiane, fornisce gli strumenti per riconoscere i semi dell’odio. La Memoria non deve ridursi a cerimonie, ma trasformarsi in bussola etica per società inclusive, fondate su solidarietà e giustizia sociale.
UIL Marche: presidio democratico per diritti e Memoria
Come Sindacato delle Persone, UIL Marche si conferma baluardo democratico: in prima linea per tutelare i diritti inviolabili dei lavoratori, contrastare precarietà e disuguaglianze, preservando la Memoria come pilastro della civiltà. “𝐀𝐟𝐟𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞́ 𝐥’𝐨𝐛𝐥𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐚𝐥𝐠𝐚, 𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐥𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐠𝐢, 𝐟𝐚𝐜𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞.”