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Uil Marche, quando le parole fanno la differenza: lavoro, linguaggio e parità di genere nella presentazione del libro di Laura Nacci al Museo Omero

“Le parole sono importanti”. Lo urlava Nanni Moretti su Palombella Rossa mentre mollava un ceffone alla povera giornalista. Tolte le immagini che oggi, a distanza di quasi 40 anni, sarebbero viste con ben altra sensibilità da parte degli spettatori, resta il concetto: la forza della lingua resta e diventa uno strumento importante per riflettere sul rispetto del prossimo e sulla parità di genere. È questo il senso dell’incontro che ieri pomeriggio si è tenuto al Museo Omero con la presentazione del libro Parole e potere al lavoro. Il gender gap in dieci racconti linguistici di Laura Nacci. L’iniziativa, alla presenza dell’autrice, era promossa da Uil Marche e Uil Pari Opportunità Marche.

“Se parliamo solo al maschile pensando sia neutro non facciamo la cosa giusta, né quando ci rivolgiamo alle persone, né quando facciamo contrattazione. Anche il modo di parlare può cambiare la cultura e, di conseguenza, la realtà che viviamo” ha detto Ivana Veronese, segretaria confederale Uil Nazionale, presente all’incontro con la segretaria generale della Uil Marche, Claudia Mazzucchelli, e Meri Marziali, già presidente regionale della Commissione Pari Opportunità. Autrice e divulgatrice linguistica, Laura Nacci è TEDx speaker, docente di gender equality e direttrice della formazione di SheTech, ente no profit che sostiene la parità di genere nei settori digitali e tecnologici. Da anni realizza percorsi formativi rivolti a lavoratrici, lavoratori e organizzazioni, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sui doppi standard – in particolare linguistici – che attraversano il mondo del lavoro.

Nel volume presentato ad Ancona, Nacci accompagna lettrici e lettori in un viaggio attraverso dieci parole chiave, analizzate nella loro evoluzione storica, sociale e linguistica. Dalla “carriera” al “mobbing”, termini di uso comune diventano l’occasione per svelare i meccanismi profondi che alimentano il gender gap negli ambienti professionali. Racconti linguistici, dati statistici e testimonianze di note professioniste italiane si intrecciano per far emergere aneddoti sorprendenti e offrire nuove chiavi di lettura sulle dinamiche di potere ancora presenti nei luoghi di lavoro.

“La presentazione del libro – afferma Alessia Ciaffi, coordinatrice UIL Pari Opportunità Marche, che ha moderato l’evento – è stata un momento di confronto aperto alla cittadinanza, alle delegate e ai delegati, alle istituzioni e al mondo del lavoro, nella convinzione che la parità passi anche dalla scelta consapevole delle parole che usiamo ogni giorno. Perché cambiare il linguaggio significa, spesso, iniziare a cambiare la realtà. Il volume analizza il rapporto tra linguaggio, potere e mondo del lavoro, mostrando come le parole non siano mai neutre, ma contribuiscano a costruire, legittimare o contrastare disuguaglianze strutturali nei contesti lavorativi”.

“Uno dei nuclei centrali del volume riguarda il divario retributivo di genere, analizzato non solo come dato economico ma come esito di processi organizzativi e culturali profondamente radicati – afferma Claudia Mazzucchelli – viene infatti evidenziato come le donne siano sovrarappresentate nelle forme di lavoro a bassa qualità, con un impatto diretto su reddito, carriera e futuro previdenziale. Noi pensiamo che questo testo possa essere uno strumento di grande utilità per il mondo sindacale, perché consente di leggere le disuguaglianze nel lavoro non solo come violazioni normative, ma come fenomeni strutturali, che richiedono un’azione collettiva continua, contrattuale e culturale confermando, in modo documentato, che senza un presidio sindacale forte, le disuguaglianze tendono a riprodursi anche in presenza di leggi avanzate”.

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