Il Congresso provinciale della Uilm di Pesaro Urbino conferma il segretario generale uscente Paolo Rossini. È questo l’esito che emerge dalla sala riunioni dell’Hotel Charlie di Pesaro dove questa mattina si sono riuniti i metalmeccanici della Uil alla presenza del segretario generale nazionale, Rocco Palombella, e della segretaria generale della Uil Marche, Claudia Mazzucchelli. “Nel tempo la Uilm è diventata il primo sindacato tra i metalmeccanici. Gli obiettivi per il nuovo mandato? Gli stessi di prima: fare del nostro meglio per difendere i lavoratori” ha detto Rossini che, nella sua relazione, ha fatto il quadro della situazione provinciale. “Nonostante non ci siano campanelli d’allarme evidenti, comunque non viviamo in una situazione florida positiva per il settore – ha aggiunto – Pur non avendo grandi crisi, continuiamo a perdere occupazione perché le aziende lavorano meno e preferiscono rivolgersi, quando serve, ai contratti interinali. In questo, Regione e Governo nazionale non stanno facendo niente per far funzionare l’industria italiana che, a partire dal post Covid, è stata drogata da bonus”. Secondo i dati della Camera di Commercio delle Marche il sistema pesarese rappresenta, con oltre 1.500 aziende e circa 20mila addetti, quasi il 30% dell’intero settore regionale. “Nelle Marche come nel Paese – ha detto Palombella – la metalmeccanica può determinare la ricchezza e la povertà. Aver deciso una transizione ecologica fissando la data al 2035 è stato un errore strategico, frutto di scelte sbagliate dell’Europa, che ha impattato in settori importanti come l’automotive e la siderurgia. Una decisione che è stato un disastro in tutta Europa e soprattutto in Italia, un Paese manifatturiero alle prese anche con il caro energia. Noi dobbiamo cercare in tutti i modi di ritornare di nuovo al Parlamento Europeo per dire che così non si può andare avanti”. Il Congresso della Uilm Pesaro Urbino si inserisce nel percorso precongressuale della Uil Marche che culminerà l’11 e 12 maggio a Senigallia con il Congresso regionale. “La situazione dell’industria manifatturiera nelle Marche è piuttosto preoccupante – ha concluso la segretaria Mazzucchelli – perché siamo in una crisi che è ormai strutturale e coinvolge non solo le aziende importanti, ma tutto l’indotto fatto di piccole e piccolissime aziende anche artigiane. Pensiamo sia necessario intervenire immediatamente con un progetto industriale di ampio respiro che richiede però la collaborazione di tutti. C’è stato un primo incontro del tavolo regionale dedicato all’industria e contiamo che possa essere l’inizio di un percorso. Dobbiamo fare presto per ricreare lavoro di qualità che significa sicurezza, stabilità e retribuzione adeguata. Bisogna cambiare paradigma facendo innovazione di prodotto e di processo. La Zes? È uno strumento importante ma se non inserito in un progetto complessivo, di filiera, non sarà sufficiente”.