Si è svolto oggi il Congresso della Uilm di Macerata-Fermo in un contesto territoriale segnato da un ricorso crescente agli ammortizzatori sociali e da una crisi che continua a colpire in particolare i comprensori di Macerata e Fermo. Un appuntamento importante per analizzare le criticità del territorio e definire le priorità dell’azione sindacale per il prossimo quadriennio. Il Congresso ha confermato Boris Basti nel ruolo di Segretario generale della Uilm di Macerata-Fermo, riconoscendone l’impegno e il lavoro svolto in una fase complessa per il territorio. Insieme a lui è stata eletta la nuova Segreteria territoriale, chiamata a rafforzare la presenza sindacale nelle aziende e a sostenere le vertenze aperte.
“Nel 2025 nella provincia di Macerata – ha detto Basti – sono state utilizzate 4,1 milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento del 17% rispetto al 2024, pari a circa 600mila ore in più. In particolare si è registrato un forte incremento della cassa integrazione straordinaria, più che raddoppiata rispetto all’anno precedente, passando da 973mila ore a quasi 2 milioni. In calo, invece, la cassa ordinaria, attestatasi a 2,1 milioni di ore. Anche il dato di Fermo, 3,9 milioni di ore, è leggermente in calo rispetto al 2024 ma è più che raddoppiato rispetto al 2023. I comprensori di Macerata e Fermo risultano tra i più colpiti dell’intera Regione Marche, con un tessuto produttivo caratterizzato da numerose microimprese che faticano a reggere l’impatto delle difficoltà di mercato e sopravvivono grazie al ricorso agli ammortizzatori sociali. Nell’ultimo trimestre del 2025 il ricorso alla cassa integrazione ha toccato il 40%, dopo picchi del 60%, evidenziando una fragilità strutturale che richiede interventi urgenti di politica industriale”.
Preoccupano in particolare le difficoltà delle aziende metalmeccaniche legate al settore calzaturiero nel fermano, così come la situazione della Batav, passata da 70 dipendenti agli attuali 15 in esercizio provvisorio. Restano inoltre criticità alla fonderia L Time di Tolentino, interessata da un periodo di stasi produttiva con applicazione della cassa integrazione. Segnali positivi arrivano invece da DR Accessories di Recanati, dove le RSU Uilm sono in fase avanzata di trattativa per il premio di risultato.
In chiusura dei lavori è intervenuto il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, che ha sottolineato come “nei territori dove il tessuto produttivo è composto in larga parte da micro e piccole imprese, la crisi rischia di diventare strutturale se non accompagnata da una vera politica industriale. La Uilm continuerà a difendere occupazione, salario e sicurezza, chiedendo investimenti e prospettive concrete per i lavoratori e per l’intero territorio”.
“Dal 2008 le Marche vivono un declino strutturale – ha detto Claudia Mazzucchelli, segretaria generale della Uil Marche – il PIL regionale è diminuito e, dopo il rimbalzo post-pandemia, la crescita si è progressivamente affievolita, confermando la fragilità di un modello produttivo legato a micro-imprese e manifattura tradizionale. L’occupazione tiene nei numeri, ma aumenta la precarietà (contratti a termine, somministrazione, part-time involontari), con effetti diretti su salari e progettualità di vita. Preoccupante il dato sui giovani: resta significativa la quota di NEET, spesso “in calo” solo perché molti emigrano fuori regione o all’estero. Sul fronte sicurezza, i dati sono drammatici: tra 2024 e 2025 le morti sul lavoro nelle Marche sono aumentate del +40,91%, passando da 21 a 31 decessi. Servono politica industriale, contrattazione forte, investimenti in innovazione e più risorse per prevenzione e formazione. L’appuntamento di oggi al Congresso della Uilm di Macerata e Fermo è un’altra tappa del percorso di avvicinamento al Congresso regionale della Uil, nel corso del quale stiamo raccogliendo questionari per mettere a sistema la voce delle persone nei diversi territori”.