Seguici su: UIL.IT

Caro carburanti, Uil Marche: “Pagano sempre lavoratori e pendolari”

L’aumento del costo dei carburanti torna a colpire direttamente migliaia di lavoratrici e lavoratori marchigiani che ogni giorno sono costretti a utilizzare l’automobile per raggiungere il proprio posto di lavoro.

Nelle Marche il problema assume dimensioni ancora più rilevanti a causa, in primo luogo, della particolare conformazione del territorio, della dispersione abitativa e produttiva e delle difficoltà di collegamento tra aree interne, costa e principali poli occupazionali, in secondo, anche al fatto che la media dei salari marchigiani è inferiore alla media italiana e delle regioni del centro Italia.

Per molti lavoratori pendolari l’automobile non rappresenta una scelta, ma una necessità. Il caro carburanti diventa così una vera e propria tassa aggiuntiva sul lavoro, che pesa soprattutto sui redditi medio-bassi. A fronte di salari che continuano a perdere potere d’acquisto, cresce ulteriormente il costo necessario semplicemente per andare a lavorare.

Per la UIL Marche questa situazione rende ancora più urgente accelerare il confronto già avviato con la Regione Marche e le organizzazioni sindacali sulla riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale marchigiano.

Il tema deve essere “come garantiamo ai cittadini e ai lavoratori il diritto concreto alla mobilità e un’accessibilità concreta al servizio del trasporto pubblico”, prima ancora della discussione degli assetti societari o di sostenibilità economica delle aziende.

Serve un sistema di trasporto pubblico realmente competitivo rispetto all’utilizzo dell’auto privata, capace di collegare in maniera efficiente i luoghi di residenza con le aree industriali, artigianali, commerciali, ospedaliere e di servizio. Servono maggiori integrazioni tra gomma e ferro, orari costruiti sulle reali esigenze dei lavoratori, collegamenti più frequenti e tariffe accessibili.

La mobilità non può diventare un privilegio riservato a chi può permettersi di sostenere i costi dell’automobile o, al contrario, di utilizzare servizi più veloci e costosi. Il diritto a muoversi, a raggiungere il posto di lavoro, una scuola, un ospedale o un servizio pubblico deve essere garantito indipendentemente dal luogo in cui si vive e dal reddito che si percepisce.

Per questo la UIL Marche chiede alla Regione di accelerare il tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, affrontando rapidamente il futuro e la riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale marchigiano.

Il caro carburanti dimostra, ancora una volta, che la questione della mobilità non può essere affrontata soltanto come un problema ambientale o infrastrutturale. È innanzitutto una questione sociale, economica e di equità.

Investire nel Trasporto Pubblico Locale significa sostenere concretamente il potere d’acquisto delle famiglie, aiutare i lavoratori pendolari, ridurre le disuguaglianze territoriali e offrire una risposta credibile alle difficoltà delle aree interne.

Le Marche hanno bisogno di una visione complessiva della mobilità e di scelte coraggiose. Non possiamo continuare a chiedere ai cittadini di lasciare l’automobile a casa se poi non siamo in grado di offrire loro un’alternativa efficiente, affidabile e conveniente.

Il costo della mobilità non può continuare a ricadere esclusivamente sulle spalle di lavoratrici, lavoratori e pensionati.

Vuoi ricevere un riepilogo mensile delle principali notizie?

Iscriviti alla Newsletter

POTREBBE ANCHE INTERESSARTI

ULTIMI VIDEO