La desertificazione bancaria continua e gli impatti su persone, territori ed economia reale aumentano. Filiali chiuse, servizi assenti, comuni spopolati e cittadini più esposti ai rischi di truffe online e usura. È questo il quadro che emerge dal Terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”: nelle Marche nove persone su dieci sono insoddisfatte (91,4%) per la riduzione o la chiusura delle filiali nel luogo in cui vivono e ritengono che la presenza di un bancomat non sia sufficiente a sostituire il rapporto umano. Il Rapporto introduce inoltre tre focus dedicati a spopolamento, truffe informatiche e rischio usura.
“La desertificazione bancaria non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all’opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese: dall’aumento delle truffe online allo spopolamento dei territori, fino al rischio di usura e riciclaggio. Dietro ogni sportello chiuso c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia”, commentano dalla Uilca Marche.
Nelle Marche, dal 2020 al 2025, i comuni serviti da banche sono diminuiti del 22,3%, passando da 184 a 143. Nello stesso periodo sono stati chiusi mediamente 3,4 sportelli al mese e il numero complessivo delle filiali è sceso da 790 a 585 (-25,9%). Oggi sono 103.439 i cittadini che risiedono in comuni privi di sportelli bancari.
“È un bene che oggi ci sia una più ampia consapevolezza sull’entità del problema, ma c’è ancora molto da fare. È indispensabile che in ogni Regione venga avviato un Osservatorio con la partecipazione delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali, dell’Abi e delle banche per monitorare il fenomeno e intervenire preventivamente in caso di nuove chiusure. Proseguiremo con determinazione la nostra battaglia: la banca deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone. Anche il risiko bancario deve rispondere a obiettivi industriali di lungo periodo, così da tutelare l’occupazione ed evitare l’aggravarsi del problema”, concludono dalla categoria
Dal Rapporto emerge inoltre che:
• per l’80,2% degli intervistati la vicinanza di una filiale influisce sulla propensione a investire;
• per il 66,4% la banca fisica rappresenta un punto di riferimento per ricevere assistenza su risparmi e investimenti;
• per il 63,4% la presenza di una filiale incide sulla scelta di vivere in un determinato territorio.
I focus evidenziano inoltre che:
• l’82,3% ritiene che la chiusura delle filiali favorisca la marginalizzazione dei territori;
• il 79% collega la scomparsa degli sportelli al rischio di diffusione dell’usura;
• l’86,6% ritiene che l’assenza del bancario riduca la capacità dei cittadini di difendersi da phishing e frodi online.